A cura di Caterina Aradori
Hai mai amato veramente qualcuno?
Cosa credi che sia l’amore?
Quanto può durare?
Tutto questo viene trattato nell’arte di amare di Erich Fromm.
Secondo l’autore, l’amore non è frutto del caso ma è un’arte che può essere imparata e praticata.
Possiamo individuare alcuni falsi miti e analizzarli.
L’amore non è una qualità
A volte pensiamo che “amore” significhi “essere amati” e per questo facciamo di tutto per renderci desiderabili: avere successo, essere attraenti o utili per gli altri sono esempi di tale intenzione.
Ma, quando queste apparenze vengono meno, si tende a sentirsi insicuri e non degni d’amore mettendo in dubbio anche le proprie relazioni.
Ad esempio se il mezzo per “essere amati” è il successo personale, se questo viene meno per un qualsiasi motivo, si tende a pensare di non essere più degni di amore.
L’amore non è passione
Possiamo confondere amore e innamoramento: quest’ultimo rappresenta l’inizio di una relazione, un momento di incontro tra due persone che vedono l’una nell’altra la realizzazione di un desiderio, per questo così appagante.
Ma, una volta soddisfatta questa voglia, sessuale o affettiva che sia, la passione cala e la relazione ha bisogno di altro per durare.
L’amore non è una persona
Può succedere di scambiare l’amore per una persona in particolare, con determinate caratteristiche e comportamenti. Anche in questo caso le relazioni basate su questa visione sono destinate a finire perché le qualità cambiano con l’età e l’esperienza.
Non è quella persona e nemmeno siamo noi ad avere qualcosa di unico, ma è quello che abbiamo condiviso ad esserlo.
Quindi, cos’è l’amore e come può durare?
Se l’amore è un’arte, allora richiede teoria e pratica costante.
Al tempo dei nostri nonni, l’amore era qualcosa da dover costruire dopo il matrimonio e poco si conosceva prima uno dell’altro. Bisognava “imparare ad amarsi” per questo la persona si impegnava attivamente verso tale scopo.
Oggi l’amore è diventato un atto passivo: la persona desidera ricevere amore senza fare niente per coltivarlo.
Secondo Fromm, l’amore consiste nel “dare all’altro” e non nel “ricevere”.
Pensiamo all’amore di una mamma verso il figlio, è un atto incondizionato e indissolubile.
Questa sensazione, è frutto di una scelta e della nostra disponibilità ad amare: è un percorso impegnativo e spesso siamo così stanchi dal lavoro e da impegni vari, che pensiamo che almeno quando si tratta di amore tutto avviene spontaneamente senza sforzi.
Invece non dobbiamo mai dare l’altro per scontato e se vogliamo diventare “maestri” d’amore dobbiamo capire il mondo dell’altro con obiettività, senza contaminarlo di nostre paure e interpretazioni.
Amare è una fatica, ma d’altronde esiste forse qualcos’altro di più importante?

